Non un giorno come tanti a Molinara. Venerdì 18 maggio alle 10.30, infatti, nell’aula consiliare è stata accolta la prima famiglia formata da una madre e due figli, un maschio di 5 anni e una bambina di 15 mesi che sarà ospitata nello Sprar. Il nucleo proviene dal centro di accoglienza di Apollosa ed è di origine nigeriana.

A questo primo inserimento ne seguiranno altri per raggiungere il numero di 20 unità, così come previsto dal progetto presentato dal comune fortorino e approvato dal ministero dell’Interno con D.M. n. 20458 del 28/12/2017. A disposizione del progetto Sprar il comune di Molinara ha individuato tre abitazioni, due private e una di proprietà comunale, l’ex asilo nido di via Poggioreale. Il progetto del comune di Molinara, affidato tramite gara di appalto alla Cooperativa Sociale Integra, prevede la realizzazione di percorsi personalizzati in cui agli interventi materiali di base, quali l’erogazione di vitto e alloggio, si associano in maniera complementare corsi di lingua, i servizi di orientamento e tutela legale e le iniziative di inclusione sociale e culturale.

Nelle prossime settimane ci saranno nuove accoglienze e si sta già programmando un momento di integrazione e condivisione tra i nuovi ospiti del comune e la comunità residente di Molinara che ha già negli scorsi anni dimostrato la propria capacità di sapersi relazionare ed integrare con uomini e donne di culture diverse. Molinara, infatti, è stato uno dei primi comuni del Fortore e Pre – fortore ad ospitare due Centri di accoglienza già nel 2016.

“Venerdì è stata una grande emozione, anticipata anche da un po’ di preoccupazione per via delle tante lungaggini burocratiche e per questo ringrazio tutto il team di lavoro, in particolar modo la dottoressa Romano, responsabile amministrativa del comune di Molinara e responsabile del progetto per l’impegno messo affinchè, in tempi brevi e nella maniera migliore anche Molinara potesse diventare beneficiaria di una progetto SPRAR. La nostra volontà – ha spiegato l’assessore alle politiche sociali e alle pari opportunità Lucilla Cirocco – non è fare assistenzialismo, ma rendere autonomi i beneficiari aiutandoli ad interagire con il territorio che li ha accolti, in un reciproco rispetto e magari partendo proprio dalle diversità che devono essere un motivo di crescita, di ampliamento dei proprio orizzonti per ridare anche nuova linfa alle nostre realtà. Mi preme sottolineare ancora l’atteggiamento dei miei concittadini che hanno già dimostrato senso di accoglienza e solidarietà coinvolgendo gli ospiti già presenti nei centri di accoglienza in varie attività nel corso di questi anni. Sono certa che nessuno farà mancare il proprio contributo anche in questo nuovo percorso intrapreso dalla nostra comunità”.