Venerdì sera ho avuto modo di appurare di persona, alla presenza del dirigente Catalano, le risultanze dell’ultima incursione dei vandali presso la Spina Verde, lasciata colpevolmente in balia di piccoli delinquenti e del degrado, distrutta e interamente razziata al suo interno. Mi sento di esprimere la mia totale condanna verso questi episodi di violenza gratuita ed inaudita ferocia nei confronti di una struttura che è patrimonio di tutti i beneventani, frutto di comportamenti ed azioni privi di qualsiasi senso civico e responsabilità in parte da ascrivere anche a genitori che non spiegano ai loro figli che così facendo, demoliscono quelle poche speranze rimaste per il futuro".

Parole di condanna, parole dure, quelle espresse da Italo Di Dio consigliere comunale di Benevento ed esponente del Partito Democratico a Palazzo Mosti. Di Dio è intervenuto sull'ennesimo atto vandalico perpetrato ai danni dell'Auditorium della Spina Verde al Rione Libertà. Sullo stesso argomento nelle scorse ore è intervenuto anche il L@p Asilo31 che in una nota scrivono: “La devastazione totale dell’auditorium della spina verde è l’ultimo atto di un escalation di violenza e vandalismo cominciata mesi or sono cui non si è data alcun freno e posto alcun argine. Dopo le prime avvisaglie abbiamo provato a costruire un presidio permanente di cittadini che potessero prendersi cura della struttura almeno fino all’atto della consegna al Conservatorio. Il Comune di Benevento nella persona dell’assessore Serluca, ora vice sindaco, si premurò nel chiedere che gli attivisti venissero denunciati se trovati all’interno annunciando la consegna della struttura in una settimana. Continuò l’assessore Pasquariello affermando che era compito del Comune prendersi cura della struttura e degli spazi e che gli attivisti sapevano soltanto fare comunismo”.

Insomma, piovono critiche sull'Amministrazione Mastella e sulla gestione dello spazio pubblico. Di Dio poi aggiunge: "Dopo gli spazi esterni e la Mediateca, è toccato all’Auditorium finire devastato e saccheggiato dalla sprezzante furia dei teppisti. Si sapeva che era solo questione di tempo: a nulla sono valsi i nostri appelli e le richieste di intervento indirizzate al governo cittadino. Detto questo, occorre purtroppo evidenziare che l’Amministrazione Mastella, propostasi in campagna elettorale come quella che avrebbe rivoltato la città come un calzino e avrebbe segnato una svolta epocale, finora si è distinta solo per la totale inefficienza nella risoluzione dei problemi. Il 23 gennaio 2017 l’assessore Pasquariello, in replica al transfuga Feleppa (il quale, dopo il suo passaggio in maggioranza, ha completamente perso la parola sull’argomento) che lamentava lo stato d’incuria in cui versava la Spina Verde, ebbe a dire che l’impianto di videosorveglianza era stato ultimato e collaudato. E che 'l’obiettivo a breve termine dell’Amministrazione Mastella era quello di rendere fruibile la Spina, perché solo facendo vivere le opere pubbliche si può porre un freno alla loro valorizzazione' (testuale). Da allora sono trascorsi 14 mesi, e l’Amministrazione in carica, dopo averne celebrato il funerale, sta procedendo alla definitiva sepoltura della Spina Verde".

Per Di Dio, non è tutto. "Esattamente un anno dopo - ha sottolineato - Pasquariello, il 10 gennaio 2018, l’assessore al Patrimonio Maria Carmela Serluca ricordava che 'il ritardo nell’affidamento della suddetta struttura è conseguente alla mancata acquisizione dal Demanio, da parte della precedente amministrazione, del suolo su cui è stata realizzata la struttura'. Ammesso che sia così, ci hanno messo un anno per accorgersene? 'La struttura - annunciava con toni trionfalistici la Serluca sempre due mesi e mezzo fa - verrà finalmente messa disposizione del Conservatorio e delle istituzioni scolastiche del Rione Libertà'. Le chiacchiere, come si può vedere, si sono protratte oltre la campagna elettorale. Dopo l’ultimo raid cosa affideranno al Conservatorio: i pannelli divelti, i sediolini sfasciati e le macerie? A quanto ammontano i danni e soprattutto chi li ripagherà? E non finisce mica qui. Il 17 gennaio 2018, il Sindaco Mastella annunciava in pompa magna che l’imprenditore Bruno Fragnito, aveva deciso di donare al Comune un sistema di videosorveglianza per il controllo e il monitoraggio dell’Auditorium della Spina Verde. 'Tale impianto - scrivevano dall’Ufficio Stampa di
Palazzo Mosti - una volta collegato alla sala di controllo del comando di Polizia Municipale, consentirà di intervenire in maniera rapida e tempestiva per contrastare i fenomeni di sciacallaggio e vandalismo in atto da qualche tempo presso la struttura'. Ebbene a distanza di oltre due mesi, di questo fantomatico 'collegamento' non si ha uno straccio di notizia".

Di Dio ha poi concluso: "Mentre l’Amministrazione si prodiga nell’ormai non più remunerativa politica degli annunci (basta guardare i risultati elettorali: vale per tutti, nessuno escluso), della Spina Verde sono rimaste soltanto le mura, perché tutto il resto, in questi due anni di governo Mastella, è stato
ormai depredato o devastato. Qui suona bene il famoso detto partenopeo riferito alla Basilica di Santa Chiara: ropp’arrubbata, facetter ‘e porte ‘e fierro”