Un carnevale che mixa la tradizione e la modernità, quello che si sta svolgendo a Limatola, ridente cittadina a confine fra Caserta e Benevento. Dove domenica 4 febbraio si è svolto il primo corso mascherato del 2018, e che si replicherà l'11 e il 13 febbraio.


Tre sono i bellissimi carri che sfilano lungo le strade del paese accompagnati  da tanti canti balli, oltre a risate e schiamazzi dei bambini. Nessuno dei 1000 visitatori, che hanno invaso la cittadina, è rimasto fermo, non hanno potuto fare altro che farsi coinvolgere dall’aria festosa.


Un carnevale quello del 2018  organizzato, correndo contro il tempo, da un’ apposito un comitato civico pro carnevale e dalla massiccia    partecipazione della comunità locale, sia per la creazione dei carri che per l’organizzazione. Per comprendere appieno lo spirito dell’iniziativa abbiamo chiesto ad uno dei maestri carrai di spiegarci un po’ di cose.


Alfredo, ci dici come  state vivendo questo Carnevale?


 Per chi è innamorato come me dell’arte del carnevale, e credo come tutti quelli che hanno partecipato attivamente a tutte le fasi di lavorazione, in modo entusiasmante, la passione è tale che   alla fine non sentiamo più neanche la stanchezza. Da dire che molti di noi hanno lavorato finito il lavoro, tutti i giorni, notte comprese, oltre che i week end.



Ma perché tutto questo?


Lo dobbiamo alle future generazioni, noi siamo cresciuti con questa tradizione e non è pensabile perderla, sia in termini di tradizioni che economici. Il carnevale ha sempre fatto giungere nel nostro paese migliaia di persone, e questo consente di dare linfa vitale all’economia del paese, senza dimenticare il valore sociale.


 


Ma chi ha partecipato?


Tutti! Ognuno con qualcosa,  anche un sorriso e una pacca sulla spalla ci è servito. Un grazie  va a chi, oltre che materialmente, ma anche economicamente ci ha sostenuto, le imprese ed i tanti cittadini che ci hanno dato anche piccole offerte che però sono state fondamentali.


Ci dici della tradizione del pane e mortadella?


 Eh si la tradizione vuole che si offra a chi viene a vederci un bicchiere di vino e del pane e mortadella, così facendo è possibile degustare anche prelibatezze oltre che divertirsi.


Cosa pensate di fare il prossimo anno?


Ci stiamo già organizzando, non vogliamo arrivare all’ultimo momento,  e soprattutto ritengo sia necessario fare delle partnership con altri comuni ed eventi simili. Con l’unione si fa la forza.