Un congresso aperto proprio dalla relazione di Raffaele Amore, presidente uscente e candidato unitario, e dai saluti delle tante autorità presenti in platea. Dal prefetto di Benevento Paola Galeone al questore Giuseppe Bellassai, dal sottosegretario di Stato Umberto Del Basso De Caro al consigliere regionale Mino Mortaruolo. Ed ancora il consigliere
provinciale Renato Lombardi, i sindaci di Benevento Clemente Mastella, di Sant’Agata de’ Goti Carmine Valentino, di Frasso Telesino Giuseppe Di Cerbo e di Campoli Monte Taburno Tommaso Nicola Grasso. Presenti inoltre i rappresentanti delle associazioni di categorie, delle istituzioni locali, del mondo accademico e dell’associazionismo.

Un importante momento di confronto su quelle che sono le problematiche dell’agricoltura sannita, ma anche l’occasione per prendere in esame le opportunità che un settore così importante per la nostra Provincia deve riuscire a cogliere. “Il Mezzogiorno d’Italia dopo anni di crisi e difficoltà, come del resto il Paese, registra finalmente – ha spiegato Raffaele Amore nella sua relazione - sia un rinnovato interesse da parte delle istituzioni nazionali, sia soprattutto un rovesciamento di tendenze, un dinamismo diffuso, una crescita sostenuta e significativa. Insomma un Sud, che dopo molti anni, riparte. Protagonista principale di questa ripresa dell’economia meridionale è l’agricoltura, che negli ultimi tre anni ha registrato nel
Mezzogiorno tassi di crescita superiori al 7%, decisamente superiori a quelli del Centro-Nord che a malapena sfiorano il 2%, e nel Sud decisamente maggiori sia di quelli dell’industria, sia del comparto dei servizi.

E se il Mezzogiorno è ritornato a crescere è perché l’agricoltura meridionale ha rialzato finalmente la testa; crescono infatti la produttività, gli investimenti, l’occupazione, i prodotti per l’estero, in uno scenario nazionale che vede le esportazioni agroalimentari italiane superare, nel 2017, i 38 miliardi di euro”.

“L’apporto degli imprenditori agricoli del Sannio – ha spiegato Amore - non è stato secondario. L’agricoltura della provincia di Benevento, infatti, con oltre 24.000 aziende agricole totali, più di undicimilaimprese attive iscritte alla Camera di Commercio, oltre 107 mila ettari di superficie in coltivazione, 50 mila capi bovini e bufalini allevati ed altrettanti ovini e suini, a cui occorre aggiungere anche circa 40 mila suini e circa 10.000.000 di capi avicoli, rappresenta una componente importante, imprescindibile, dell’economia provinciale, anche grazie all’apporto delle oltre 600 aziende industriali operanti nel comparto agroalimentare e della trasformazione delle derrate agricole. Arricchiscono il settore anche la presenza di 126 aziende agrituristiche, il 24% di tutta la Campania, con oltre 840 posti letto e più di 4.500 posti mensa, e 25 fattorie didattiche diffuse su tutto il territorio.

Non sono tuttavia rose e fiori, in particolare l’agricoltura italiana, a cui non fa purtroppo eccezione quella sannita, continua a registrare una flessione strutturale della redditività. Mentre l’agricoltura europea ha guadagnato il 30% in più negli ultimi anni, l’Italia ha perso il 6% del proprio reddito”.

L’impegno della CIA è quello di superare questo paradosso. L’obiettivo delle politiche e di tutti gli strumenti di intervento deve essere quello di portare più soldi nelle tasche dei coltivatori. Non è accettabile che su ogni 100 euro spese dalla famiglie per acquistare prodotti alimentari solo 20 euro, cioè appena 1/5, finiscono nelle tasche degli agricoltori, mentre
la restante parte è a vantaggio del settore commerciale, distributivo e del trasporto e al pagamento delle imposte sul consumo.

Certo non aiutano, neanche in provincia di Benevento le ridotte dimensioni aziendali, 4, 5 ettari in media, al di sotto della media nazionale (circa 8 ettari) e ben lontana dalle medie europee. Così come, una burocrazia che continua ad essere asfissiante e spesso incomprensibile e che, soprattutto, sottrae tempo ed energie all’obiettivo principale: coltivare bene e
produrre meglio”.

“Una riflessione a parte – ha sottolineato il presidente Amore - merita il PSR Campania. Il principale strumento di intervento della politica agraria regionale a disposizione delle aree rurali. Pur con i correttivi approvati, anche grazie alla Cia e alle altre organizzazioni agricole campane, a partire dal moltiplicatore, continua ad avere un peccato originale: l’allargamento spropositato, quasi assurdo, dei potenziali beneficiari e dei territori eleggibili, che di fatto sembra privilegiare innanzitutto
l’agricoltura ricca, quella di pianura, quella che fa già reddito e fatturato. Mentre le aree interne, i territori appenninici, per le quali nelle strategie europee di sviluppo il PSR era stato immaginato, non sempre vengono tenute nella giusta considerazione.

L’Italia è fra i primi dieci paesi al mondo per superficie coltivata con metodo biologico: oltre un milione e centomila ettari, con circa 50 mila operatori certificati o in conversione. Il fenomeno ha riguardato in maniera massiccia anche il Sannio, ed è stato prontamente ed intelligentemente sostenuto dalla Regione.

Molte aree del Sannio, soprattutto quelle collinari e montane, sono naturalmente vocate alla agricoltura biologica, che presuppone rispetto di norme e disciplinari, ma assicura anche, generalmente, migliori livelli di remunerazione rispetto all’agricoltura tradizionale. Oltre a dare un contributo niente affatto secondario all’ambiente. Mettiamo allora a sistema tutto questo. Incentiviamo la pratica e sosteniamo chi l’ha già adottata. Costruiamo reti e relazioni, panieri ed offerte, per sfruttare al meglio questa interessante opportunità che ci è data".

L’assemblea ha votato il nuovo direttore provinciale, indicando all’unanimità il nome di Alfonso Del Basso, e la nuova Giunta provinciale eletta sempre all’unanimità: Raffaele Amore (presidente), Giuseppe Pica (vicepresidente), Liana Agostinelli (vicepresidente), Carmine Fusco (vicepresidente), Gianni Belperio, Cinzia Iannotti, Luigi Rubano, Nunzia
Veronica Iannelli.

Unanimità anche per la nuova Direzione provinciale: Raffaele Amore, Raffaele Lombardi, Maria Assunta Orsino, Cinzia Iannotti, Luigi Rubano, Marcello Della Rosa, Carla Rosa Gisondi, Pasquale Vitelli, Nunzia Veronica Iannelli, Dante Leppa, Giuseppe Pica, Eduardo Masone, Nicolino Masone, Donato De Marco, Concetta Rapuano, Carmine Fusco, Erminio De Duonni, Mario Martone, Carmela Circelli, Maria Teresa Vignona, Eliseo Calabrese, Antonietta Anna Esposito, Liana Agostinelli, Luigi Luongo, Gianni Belpiero, Enzo Pacca, Antonio Oropallo, Alfredo Di Rubbo, Giacomo Simone e Pasquale
D’ambrosio.

Eletti, quindi, i delegati al congresso regionale in programma a Napoli il prossimo 7 febbario: Raffaele Amore, Raffaele Lombardi, Cinzia Iannotti, Giovanni Baccalà, Marcello Della Rosa, Carla Rosa Gisondi, Nunzia Veronica Iannelli, Giuseppe Pica, Donato De Marco, Concetta Rapuano, Carmine Fusco, Carmela Circelli, Maria Teresa Vignona, Eliseo Calabrese, Gianni Belpiero, Antonio Oropallo, Franco D’Elia, Matteo Formato, Nicolino Masone, PasqualeSpitaletta, Alfonso Del Basso, Raffaele Concia, Carmine Massaro e Antonella Cappella.