"Apprendiamo dalla stampa che ad Apollosa è nato un nuovo soggetto politico, il Meetup Grilli parlanti di Apollosa, il cui unico esponente, tal Silvio Bozzi, fuoriuscito dal gruppo Apollosa in Movimento, in perfetta solitudine, e senza contraddittorio, scrive sulle pagine social ed invia comunicati alla stampa. Nel ricordare al grillo parlante che il sindaco, la Giunta e i consiglieri comunali, non possono seguire i suoi frenetici post quotidiani, appare doveroso però replicare a mezzo stampa, per smentire notizie deviate e non veritiere".

Così in una nota il Comune di Apollosa replica a Silvio Bozzi del Meetup. "La prima - spiegano dal Comune - riguarda l'acquedotto a Montemauro. Già sul punto il sindaco chiariva al gruppo di minoranza ‘Noi cittadini’, la questione acqua potabile. In particolare, l’ordinanza di agosto che ne vietava l’uso domestico era emanata a tutela della salute pubblica, avendo riscontrato dagli esami di laboratorio valori potenzialmente rischiosi, in particolare relativamente all’assenza di cloro ed alla presenza di coliformi, questo, per l’appunto dovuto ad un difetto di funzionamento dell’impianto di clorazione dell’acqua. Dopo le analisi di routine, si provvedeva ad installare un nuovo cloratore ed a monitorare il serbatoio fino a quando si è registrata, nuovamente la presenza di cloro nell’acqua, quindi si è provveduto a richiedere nuove analisi di laboratorio per verificarne la potabilità. In data 22/12/2017 le analisi di routine commissionate riportavano esito negativo, nel senso che non erano presenti elementi di non potabilità dell’acqua. Allo stato dunque, al fine di tutelare al meglio la salute pubblica ed in particolare dei cittadini di Montemauro fruitori dell’acqua proveniente da quel serbatorio, si è disposto, di concerto con la ASL di Benevento, di effettuare ulteriori analisi, che non fossero quelle di routine, ma ancora più approfondite per certificarne l’assoluta potabilità, quindi non appena verranno forniti i dati di laboratorio, e ce ne saranno le condizioni, il sindaco provvederà a revocare la predetta ordinanza".

"Ancora - continuano - si parlava di uno stato di abbandono dell’Epitaffio sito nell’omonima zona del Comune di Apollosa, incolpando gli amministratori di negligenza, e paventando un presunto pericolo per gli automobilisti. Al proposito, giova ricordare a chi, da qualche mese si interessa della cosa pubblica, che quel monumento si trova al medesimo posto da lunghissimo tempo rappresentando il confine tra il Regno delle due Sicilie e lo Stato Pontificio, senza mai essere stato causa di sinistri. Ad oggi risulta recintato, insieme alla precedente via d’accesso, quella si pericolosa, a favore del nuovo svincolo che consente agli automobilisti provenienti da Benevento di svoltare agevolmente, e a quelli provenienti da Apollosa di immettersi in sicurezza, avendo una maggiore visibilità, fermo restando che vige l’obbligo di svolta a destra per chi proviene da Apollosa. Se come condanna il Bozzi, è il monumento a costituire un pericolo per gli automobilisti per la scarsa visibilità, val la pena ricordare che l’impianto di illuminazione in quell’area di recente conclusasi, e i marciapiedi, rendono la zona molto più sicura non solo per gli automobilisti, ma anche per i pedoni. il nuovo svincolo così come realizzato è stato regolarmente autorizzato dall’ANAS ed apprezzato in modo unanime da tutti i residenti ed i fruitori di quella strada, tranne uno, il sig. Bozzi. In ogni caso, l’interesse per la valorizzazione del monumento da parte dell’amministrazione, a giugno riconfermata, risale al primo mandato del 2012- 2017, allorquando si scoprì che quel monumento insisteva su proprietà privata, cosa che è stata regolarizzata da questa amministrazione in uno con gli interventi di valorizzazione dello stesso che saranno completati a breve".

E concludono: "Infine, solo in ordine temporale, in modo improprio si parlava di un ricorso che il Comune di Apollosa avrebbe perso con condanna alle spese. La Giunta Regionale della Campania con proprio decreto, rideterminava in modo unilaterale il costo dei lavori, ponendo l’importo restante a carico dell’ente, con pregiudizio allo stesso che aveva operato in modo legittimo. Per evitare un simile danno, a seguito di colloqui legali, la Giunta per tutelare le proprie ragioni si rivolgeva all’autorità giudiziaria amministrativa, che riteneva la materia di competenza del giudice ordinario. Dunque, il giudice amministrativo, senza entrare nel merito della questione dichiarava il proprio difetto di giurisdizione. Allo stato quindi, parlare di ‘aver perso un ricorso’ è una notizia assolutamente falsa. Tant’è che il ricorso sarà riproposto dinanzi al giudice competente convinti ancora che un simile decreto della Giunta Regionale, qualora esecutivo, pregiudicherebbe i nostri diritti. Alla fine di questa disamina, in cui speriamo di aver chiarito, soprattutto ai cittadini le questioni sollevate impropriamente ed in modo strumentale dal Bozzi, auspichiamo che anche le testate giornalistiche, prima di dare spazio a simili comunicati, abbiano la diligenza di appurare la veridicità dei fatti riportati, per evitare inutili repliche tra le parti, ed allarmismi nei cittadini".