La Procura di Benevento ha assunto la decisione, dopo la richiesta giunta dal medico legale al quale la stessa Procura ha chiesto una perizia, che il corpo della piccola Maria Ungureanu, oggi sepolto nel cimitero di San Salvatore Telesino, venga riesumato. Con ogni probabilità tutto ciò avverrà il prossimo 13 dicembre, avvisati anche i due indagati. È l’ultima novità in arco temporale sulla vicenda che il 19 giugno 2016 ha scosso il centro telesino e l’intera provincia. Un caso rimbalzato, inoltre, anche livello nazionale e che a distanza di un anno ancora è privo di risposte. Come si ricorderà nelle scorse settimane all’interno del resort erano stati effettuati anche ulteriori test, questa volta acustici.

Il corpo della piccola Maria venne ritrovato senza vita intorno alla mezzanotte di quella fredda sera di giungo – in paese erano in corso anche i festeggiamenti in onore di Sant’Anselmo – all’interno di una piscina nel giardino di un resort a due passi dal centro e dall’abitazione della piccola, il corpo svestito e senza vita di Maria Ungureanu.

Per la morte della bambina di 9 anni – che aveva subito anche violenze sessuali – di origini rumene sono stati indagati, a vario titolo, i fratelli Daniel e Cristina Ciocan, anch’essi rumeni, difesi rispettivamente dagli avvocati Giuseppe Maturo e Salvatore Verrillo. Nei loro confronti, il Gip prima e il Riesame e la Cassazione poi hanno respinto le richieste di arresto della Procura che aveva fatto ricorso contro il Tribunale del Riesame che aveva confermato il no all'arresto. La suprema corte, lo scorso ottobre, aveva quindi avallato la decisione del Tribunale partenopeo che aveva a sua volta accolto la decisione del GIP respingendo le richieste di arresto per l'insussistenza di gravi motivi, come richiesto invece dalla Procura. Il procuratore aggiunto Giovanni Conzo e il sostituto Maria Scamarcio avevano quindi fatto ricorso alla decisione del Tribunale del Riesame, ricorso giudicato inammissibile dalla Cassazione.