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Lunedì scorso, al termine di un’accesa campagna elettorale che ha visto contrapposti due schieramenti forti e rappresentativi, è stata scelta una nuova amministrazione per la città di Benevento. Gli elettori, con il loro voto, hanno di fatto determinato un cambiamento di rotta nella vita politico-amministrativa. In considerazione di ciò ho deciso, in piena autonomia, di rinunciare alla nomina che mi era stata offerta in continuità con il mio precedente mandato, alla guida della Gesesa”.

Comincia così la lettera di Marcellino Aversano presidente, ormai ex, della Gesesa partecipata del comune di Benevento che ne detiene il 51% delle quote. L’incarico di Aversano infatti era stato rinnovato appena due giorni prima del turno di ballottaggio.

“Questa mattina – continua la lettera – ho quindi rimesso nelle mani del sindaco di Benevento, Clemente Mastella, le mie dimissioni perché possa attuare anche alla Gesesa il suo indirizzo politico-programmatico. Ritengo che la mia sia la decisione più giusta e corretta, l’unica perseguibile sia per il bene della città che della stessa società. La Gesesa, infatti, nei prossimi mesi si troverà ad affrontare nuovi importanti mutamenti e sfide che richiederanno il sostegno pieno di tutte le forze in campo. Durante il mio mandato da presidente ho operato con impegno, dedizione e determinazione per la crescita dell’azienda e il suo consolidamento sul territorio. Nonostante il mio attaccamento alla missione affidata e al percorso intrapreso sia forte, sono convinto che la scelta migliore sia quella di non accettare la presidenza”.
Aversano, poi sottolinea, “il mio posto ora così come è stato deciso dai cittadini, è in Consiglio Comunale.
Quattrocentosessantasette persone hanno voluto che io ritornassi a rappresentarli in quel contesto e io non ho nessuna intenzione di deluderli. Per il loro interesse, ma anche per quello dell’intera città, realizzerò un’opposizione seria e costruttiva. Sarò sempre dalla parte dei cittadini, continuerò ad ascoltare le loro richieste e proposte, a raccogliere le loro rimostranze, a farmi portavoce di quanti, nel centro come nelle contrade, vivono situazioni di difficoltà e disagio”.

E conclude. “Non farò mai mancare il mio contributo alle discussioni e decisioni più pregnanti. Ma soprattutto, raccoglierò le istanze di tutti per portarle nell’Aula del Consiglio Comunale

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