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Nelle scorse ore l’Associazione Benevento Longobarda aveva in un documento analizzato il progetto “I Longobardi ed il Sannio” messo in piedi dalla Provincia di Benevento e finanziato dalla Regione Campania per 250mila euro, progetto partito lo scorso agosto.

La riflessione traeva spunto dal fatto che le iniziative promosse da Benevento Longobarda non ricevessero alcun finanziamento, pur portando in città 15mila turisti. “Eppure – scriveva nel documento l’associazione – a giugno 2015 perfino il presidente della Provincia aveva riconosciuto l’enorme successo dell’ultima edizione de La Contesa di Sant’Eliano, durante la quale abbiamo registrato oltre 15.000 presenze con turisti provenienti da ogni parte d’Italia. Davvero stentiamo a capire come mai le istituzioni cittadine siano le uniche rimaste a fare finta che l’Associazione Culturale Benevento Longobarda non sia mai esistita e non capiamo il fine ultimo di questa operazione, visto che, probabilmente, la Regione non darà più questi soldi, alla luce del fatto che i dirigenti della Provincia non sono stati capaci di mettere in pratica il progetto che loro stessi avevano scritto”.

Alcune domande erano state rivolte anche ai candidati sindaco di Benevento, domande nelle quali Benevento Longobarda si chiedeva se condividessero o meno il comportamento dell’amministrazione provinciale. “Se sarete eletti, quale modello di eventi culturali seguirete? Quello della Provincia o quello dell’Associazione Benevento Longobarda? In altri termini: sosterrete Benevento Longobarda tentando di rafforzare la rievocazione storica che nasce dal basso o presenterete anche voi un progetto di rievocazione storica calata dall’alto?”.

Le risposte non si erano fatte attendere. Il primo a parlare è stato Clemente Mastella seguito da Gianfranco Ucci mentre stamani a rispondere è stata Marianna Farese candidato sindaco del Movimento 5 Stelle.

“Benevento è un museo diffuso – dice la Farese – aperto al pubblico ogni giorno, ventiquattro ore su ventiquattro. La storia che l’ha segnata, i personaggi che l’hanno plasmata ci hanno lasciato in dote un patrimonio che produce interessi su interessi. Benevento ha le potenzialità per diventare un polo attrattivo del turismo interno, di quello di prossimità, è città di eccellenze artistiche, gastronomiche, scientifiche. Caratteristiche che aprono a un panorama variegato di iniziative possibili: è necessario allora valorizzare le idee. Quelle degli enti, dei cittadini, delle associazioni. E’ necessario intercettare finanziamenti e mettere in campo politiche che fungano da stimolo, che assicurino un ritorno all’economia cittadina.

La trasparenza sull’utilizzo dei finanziamenti – continua – è la precondizione fondamentale affinché anche le politiche culturali siano immaginate e attuate per essere al servizio dei cittadini. Una convinzione che si rafforza ancora di più, leggendo l’interrogativo posto alla Provincia da Alessio Fragnito e dall’associazione Benevento Longobarda. Chiedono come la Rocca dei Rettori abbia speso i 250 mila euro stanziati dalla Regione Campania per la manifestazione «I Longobardi e il Sannio». Un evento, fotocopia dell’originale rivisitazione storica proposta da Benevento Longobarda, che avrebbe dovuto avere una ricaduta mediatica e turistica, ma che si è risolta in un clamoroso flop. Alessio Fragnito, inoltre, coinvolge i candidati alla carica di sindaco di Benevento, ai quali domanda se condividano o meno il comportamento della Provincia e, in caso di elezione, quale modello di eventi culturali intendano attuare.

Il programma del Movimento 5 Stelle promuove la cultura partecipata e cita proprio «Benevento Longobarda» quale modello virtuoso da seguire, perché «capace di coniugare la passione e la conoscenza da parte dei promotori del proprio passato e del proprio territorio, di attrarre risorse private, coinvolgere un pubblico, ampio e diversificato, che spesso diventa co-protagonista dell’evento, oltre a stimolare il profondo radicamento nella storia cittadina». Del resto - mi si consenta una breve digressione personale -, nella mia attività professionale sono stata l'ideatrice di «Frammenti d'epoca», un evento che ho costruito nel 2002 (poi realizzato nel 2004) e che è stato finanziato dalla Regione Campania a favore della Provincia di Benevento con 500 mila euro. In quella occasione furono spese ingenti somme per realizzare costumi d’epoca di pregio che, oggi, non si sa che fine abbiano fatto.
Capisco, quindi, le perplessità di Alessio Fragnito, nella mia idea quel progetto sarebbe dovuto divenire un appuntamento fisso. Il modello di cultura partecipata di Benevento Longobarda ha dimostrato, inoltre, che è possibile andare al di là della concezione della cultura e dell’uso delle risorse pubbliche che fa affidamento sulla sola filiera istituzionale. Non funziona. Eppure, troppo spesso quella filiera pare essere l’unico argomento a disposizione di chi fa campagna elettorale.

Il principio generale che ispirerà l’azione del sindaco del M5S a Benevento è – conclude Marianna Farese – un percorso condiviso e partecipato da tutti i soggetti competenti, affinché costruiscano la programmazione delle attività artistico-culturali della città, per favorire lo scambio delle buone idee e il coinvolgimento attivo degli operatori economici per pianificare al meglio la gestione dell’accoglienza e della mobilità dei turisti e garantire alla nostra città la visibilità che merita”.

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