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Il Consiglio di Stato, ieri, ha pubblicato l’ordinanza che scrive un nuovo capitolo sulla vicenda che vede protaonista Pasquale Carofano, la sua amministrazione era stata sciolta dopo il ricorso presentato al Tar Campania dalle opposizioni: Telese Riparte e Telese Bene Comune.

Questa ordinanza tende dunque a chiarire anche i dubbi espressi dalla Prefettura di Benevento, chiamata nell’ordinanza precedente – quella del 28 gennaio – a verificare la corrispondenza dei votanti con le schede, prima di emettere la sentenza definitiva il prossimo 19 maggio.

Alla Prefettura di Benevento, era stato chiesto di compiere la verifica, iniziata l’8 febbraio scorso, «in base agli atti relativi alle elezioni comunali del giorno 31 maggio 2015 per il rinnovo del Consiglio comunale e del Sindaco di Telese Terme: quale sia il numero complessivo degli aventi diritto al voto per ciascuna delle Sezioni I, II, III e V; quale sia il numero complessivo delle schede autenticate per ciascuna delle Sezioni I, II, III e V; quale sia il numero complessivo dei votanti per ciascuna delle Sezioni I, II, III e V; quale sia il numero complessivo delle schede scrutinate per ciascuna delle Sezioni I, II, III e V; quale sia il numero complessivo delle schede autenticate ma non utilizzate per la votazione per ciascuna delle Sezioni I, II, III e V».

L’ordinanza chiarificatrice è stata dovuta emettere dopo che il «difensore dei signori Abbamondi ed altri abbia sollevato alcune questioni interpretative (di fatto non superate dal delegato del verificatore designato) relative all’effettiva portata prescrittiva dell’ordinanza medesima. In particolare, ci si è domandati se l’ordinanza n. 296/2016, cit. implicasse la possibilità di effettuare la verificazione anche mediante l’acquisizione e il conteggio delle schede elettorali».
Il Collegio, ha poi chiarito che «l’ordinanza n. 296/2016 deve certamente essere interpretata ed applicata nel senso di estendere la verificazione anche all’acquisizione e al conteggio delle schede elettorali. Ciò in quanto – si legge nell’ordinanza – la nozione di “atti” cui fa riferimento l’ordinanza oggetto di chiarimenti deve essere intesa secondo la sua più vasta accezione semantica (e non emergerebbe alcuna ragione logica o giuridica per ritenere che tale locuzione non possa far riferimento anche alle schede elettorali); la richiamata ordinanza non può che fare riferimento a operazioni da svolgere (anche e soprattutto) sulle schede elettorali in quanto non emergerebbe alcuna ragione per limitare tali operazioni ai verbali di ciascuna sezione (documenti, questi, già presenti agli atti di causa). Laddove si propendesse per tale interpretazione, ne emergerebbe in ultima analisi l’inutilità della stessa verificazione per come disposta».