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Salgono a tre gli arrestati nel Sannio coinvolti nella maxi operazione condotta dall'Arma dei Carabinieri che ha sgominato un'intera banda che assaltava furgoni portavalori e rubava nei caveau di banche. Due sono stati effettuati a Buonalbergo, entrambi ai domiciliari, ed uno a Foglianise, dove sarebbero stati rinvenuti anche due fucili a canne mozze. Quest’ultimo è stato poi condotto presso la casa circondariale di Benevento, in contrada Capodimonte.
Come reso noto dal Comando Provinciale Carabinieri di Bari, gli arresti sono stati effettuati nella notte mettendo in piedi un’imponente operazione di cattura e perquisizioni in mezza Italia. Dieci dunque gli arrestati, “la maggior parte professionisti degli assalti in grande stile; solo alcuni sono fiancheggiatori incensurati utilizzati dalla banda per appoggio fuori area. Puglia, Basilicata, Campania, ma anche Lombardia, le regioni toccate dall’operazione”.
Ad emettere l’ordinanza di custodia cautelare è stato il GIP del Tribunale di Trani, su richiesta della locale Procura della Repubblica. L’accusa è per tutti di “associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine aggravate in danno di furgoni portavalori e caveau, nonché ricettazione, riciclaggio, detenzione e porto abusivo di arma da guerra e comune da sparo”.
Le indagini sono state condotte dai Carabinieri della Compagnia di Barletta che hanno preso vita da “un monitoraggio di tutti gli elementi sospettati di simili reati, anche a seguito dei numerosi assalti a bancomat avvenuti recentemente tra Puglia e Basilicata. Indagini tradizionali – rivelano gli inquirenti – supportate da interminabili pedinamenti in tutta Italia, intercettazioni ambientali, hanno consentito di conoscere, fin nei minimi dettagli, gli assetti organizzativi di una vera e propri banda paramilitare, con ruoli ben distinti e definiti, con una pianificazione maniacale degli assalti, attraverso lo studio dell’obiettivo e la dettagliata organizzazione delle imboscate, senza lasciare tracce.
Poi c’è la creazione e lo sfruttamento di una rete logistica di supporto a ridosso dell’obiettivo, l’uso di micidiali armi da guerra, soprattutto di fucili mitragliatori kalashnikov e di esplosivi ad alto potenziale; poi autovetture potenti e di grossa cilindrata, strumenti meccanici a motore da utilizzare con maestria per provocare la forzatura di caveaux e mezzi blindati”.
“Le persone tratte in arresto – continuano i Carabinieri – sono di Andria e di Canosa di Puglia, con appoggi nel beneventano, nel vicentino e nel basso Lazio. Nel corso dell’inchiesta, due sono state le rapine sventate dagli investigatori - San Nicola di Melfi (PZ) e Torrenova - attraverso il tempestivo cambio di itinerario del blindato e il recupero dei mezzi pesanti che ne avrebbero sbarrato la strada, mentre altri tre erano i colpi che la banda avrebbe messo a segno in città del nord Italia: caveau Banca Popolare di Milano, in piazza Duca D’Aosta, un deposito orafo di Tezze sul Brenta (VI) e un blindato in Marghera (VE). Tutti sventati con le odierne catture. Durante le operazioni di cattura sono stati rinvenuti e sequestrati, a casa di uno degli indagati, due fucili a canne mozze con matricola abrasa”.

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