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A distanza di un anno dal Congresso Regionale dell’ANCRI (Associazione Nazionale Cavalieri al Merito della Repubblica Italiana) svoltosi a Benevento, è nata nel capoluogo sannita una Sezione Territoriale, a cui sono già iscritti una cinquantina di persone insignite di alta onorificenza.

L'Ordine al Merito della Repubblica Italiana è il primo tra gli Ordini Cavallereschi, al cui vertice vi è il presidente della Repubblica. In sintesi l’ordine riunisce i cittadini meritevoli di ambo i sessi che per benemerenze acquisite verso la Nazione, sono insigniti di una Onorificenza “al Merito”, nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, dell’economia, nel disimpegno di cariche pubbliche e di attività svolte a fini sociali, filantropiche ed umanitarie, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari.

Il Congresso Sezionale, a cui hanno preso parte il Presidente Regionale Cav. Giuseppe Scarpa ed il Segretario Tesoriere Regionale Cav. Francesco Iannotta, si è tenuto il 14 marzo, presso la “Casa del Reduce” nei pressi dell’Arco Traiano. In un clima di serenità e cordialità, si sono svolti i lavori congressuali che hanno delineato la nuova struttura territoriale con l’elezione delle cariche. Alla carica di presidente è stato eletto il Colonnello dei Carabinieri Cav. Dott. Elio Adamo, Vice Presidente il Cav. Nicola Tucci (entrambi già membri del Consiglio Regionale, eletti nel Congresso costituente, lo scorso anno), consiglieri sezionali i Cavalieri: Gerardo Pierri, Mastrovito Martino, Carfora Giuseppe, Parrella Giuseppe e Verrillo Raffaele.

Il neo presidente, nell’accettare la carica,ha auspicato un aiuto dalle Istituzioni locali per avere al più presto a disposizione una sede stabile, allo scopo di iniziare al più presto quelle attività concettuali ed organizzative necessarie a perseguire le finalità e gli scopi dell’associazione, perpetuati nel motto dell’ANCRI “ PARATI SUMUS ITERARE” .

Ovvero, pronti a ripetere ogni forma di assistenza morale e di solidarietà sociale nei confronti di persone svantaggiate, in ragioni di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali e familiari, nonché svolgere attività a tutela, promozione e valorizzazione delle cose di interesse culturale, artistico e storico in un clima di amicizia e fratellanza tra gli insigniti dell’alta onorificenza.

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