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Quello andato in scena all’Hotel President l’altra sera è stato una via di mezzo tra un tentato rito di purificazione e uno spettacolo di illusionismo mal riuscito oltre che una delle peggiori manifestazioni di tradimento politico cui la Città abbia mai assistito a mia memoria”.

Queste le parole del candidato sindaco Gianfranco Ucci, in corsa per la fascia tricolore nella prossima tornata elettorale di giugno dove i beneventani saranno chiamati a rinnovare il Consiglio comunale, che attacca Raffaele Del Vecchio che solo qualche giorno fa ha presentato il suo progetto in vista delle primarie del 6 marzo.

“Così – continua – nell’acclamazione generale di adoranti sostenitori, sono stati archiviati nel peggiore dei modi dieci anni di attività amministrativa che fino a poche settimane fa quelle stesse persone presenti in sala difendevano a spada tratta e in maniera tetragona da qualsiasi critica. All’Hotel President, Del Vecchio ha raccontato al pubblico adorante che in questi dieci anni la Città è stata gestita male, i soldi intercettati sono stati spesi peggio e Benevento è allo sbando ma solo per colpa del sindaco uscente e di qualche dirigente infedele. In altre parole per dieci anni Del Vecchio è stato vice sindaco e assessore alla cultura a sua insaputa”.

L’attacco di Ucci si fa più duro. “D’altro lato, però, a me e alla Città non risulta che nei dieci anni in cui gli ‘altri’ spendevano male i soldi lui spendesse meglio gli oltre dieci milioni di euro che ha gestito direttamente tramite il suo assessorato. Infatti tra ‘Muralia’, un paio di ‘Città Luce’ e un presepe di Dalisi e amenità simili, probabilmente realizzate tutte sempre a sua insaputa, sono stati chiusi tutti i teatri, è scomparsa ogni significativa iniziativa culturale, la buffer zone è stata ridotta in uno stato di degrado indegno, Città Spettacolo è scomparsa dai radar delle manifestazioni nazionali e di industria culturale non c’è traccia alcuna. Insomma, una qualità della spesa del vice sindaco pessima quanto quella di Pepe la qual cosa, essendo nel dna politico di Del Vecchio (“vecchio dirigente di partito” lo ha definito il suo mentore Del Basso De Caro pensando di fargli un complimento…), continuerà ad essere il suo modus operandi se dovesse governare la Città”.

Ma quello che davvero preoccupa Ucci, “sono le affermazioni finali di Del Vecchio che, alla luce di quanto sopra, suonano oggi davvero come una minaccia: se sarò sindaco la mia amministrazione assomiglierà a me. Sarebbe a dire – spiega nella nota – che somiglierà a una persona pronta a disconoscere il proprio passato e rinnegare i propri compagni di strada per puro opportunismo politico e bieche esigenze di potere? Che desertificherà la Città come è successo fino ad oggi con le attività culturali? O che si continueranno a sostenere iniziative fortemente dispendiose e del tutto inutili per la comunità mortificando, d’altro lato, le varie valide realtà che nonostante lui sono nate e cresciute in questi anni?

Pensavamo – ha poi concluso – che con le amministrazioni Pepe avessimo toccato il fondo ma il rischio qui è che, come recita il vecchio adagio, al peggio non ci sia davvero fine. Svegliati Benevento, svegliatevi beneventani: le chiacchiere stanno a zero si diceva una volta, soprattutto quelle degli illusionisti

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