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Riguarda i lavori di recupero del centro storico di Frasso Telesino, l’interrogazione promossa da Pasquale Viscusi e Vincenzo Ciervo. Sotto accusa infatti è finita la nuova pavimentazione realizzata nei vicoli di Terravecchia.

“L’intervento – scrivono nell’interrogazione i due consiglieri di minoranza – è stato effettuato con ‘basole’ di pietra rettangolari, disposte in maniera geometrica, ‘a correre di lastra’ che sovvertiva completamente il disegno e le caratteristiche dell’antica pavimentazione, formata da elementi perlopiù quadrangolari, con un disegno complessivo di tipo ‘caotico’ o volendo usare una terminologia mutuata dall’architettura muraria, ad opere incerta”.

Insomma, il punto è che “ciò che è stato realizzato, appare obiettivamente in netto contrasto con la storia e l’architettura del luogo in cui è inserito. Facendoci carico del sentire di gran parte della cittadinanza – continuano - ci siamo personalmente attivati, prendendo le opportune informazioni normative e tecniche e facendo le dovute ricerche documentali negli uffici interessati”.

Le domande poste al primo cittadino Giuseppe Di Cerbo nell’interrogazione sono appunto, “la nuova pavimentazione di Terravecchia, è coerente a quanto disposto ed ammesso dalla Soprintendenza? Il progetto esecutivo riapprovato con delibera n°2/2014, base per la gara d’appalto, è conforme ai precetti progettuali accettati ed approvati dalla Soprintendenza? A quale prescrizione o narrazione progettuale si riferisce il computo metrico quando, a proposito di Terravecchia, precisa:” “Fornitura e posa in opera di pavimentazione in basole di pietra calcarea locale ad elementi rettangolari di larghezza 15 cm. e lunghezza variabile, a correre in lastre , e spessore di cm.6, lavorate a puntillo e burattate…”? La lavorazione a puntillo a cui si fa riferimento per Terravecchia ed anche per via Fosso, via Tuoro e piazza iv Novembre, è tipicamente a mano. La lavorazione che si ritrova, anche ad occhio nudo è molto uniforme ed ordinata. E’ da escludere una lavorazione a macchina? Il centro storico, cui fa riferimento il progetto, è tutelato dalla legge 42/2004 e successive integrazioni, ed è oggetto di una scheda di catalogazione presso la Soprintendenza di Caserta. Sono stati ottemperati tutti gli obblighi relativi agli articoli della 42/2004, in particolare quelli relativi all’art. 21 ? Quali sono stati i motivi di carattere politico oltre che normativo per cui è stato nominato un collaudatore unico visto che l’importo dell’opera è superiore ad euro 1.500.000? Le offerte migliorative pervenute ed accettate in fase di gara d’appalto, sono state approvate dalla Soprintendenza?

Il nostro auspicio – hanno poi concluso Viscusi e Ciervo rivolgendosi al primo cittadino - è che un’attenta lettura dei quesiti esposti ed una corretta valutazione degli interrogativi che ne derivano, nonché degli atti progettuali, La possano indurre a ‘riconsiderare’ quanto è stato fatto nei vicoli di Terravecchia”

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