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Le primarie del prossimo 6 marzo sanciranno il nuovo candidato sindaco della coalizione del Partito Democratico. Lucio Lonardo, in precedenza, aveva parlato di clima da “salvate il soldato Ryan” mentre Raffaele Del Vecchio aveva a sua volta così replicato con un “siamo in Apocalypse now e questo è solo primo il ciak”.

“Francamente – scrive il presidente Asia – non pensavo di dover ritornare ‘sul pezzo’, ma le improvvide dichiarazioni del candidato riportate sulla stampa, durante la kermesse del President per l'acclamazione coram populo PD della candidatura Del Vecchio alle primarie, meritano un commento nell'estremo tentativo di ricomporre fratture e fritture. Premesso che, allo scrivente, pare ovvio che in caso di kermesse dell'altro candidato, Cosimo Lepore, la stessa nomeklatura di dirigenti e rappresentanti eccellenti di partito debbano essere comunque presenti onde non considerare l'altro candidato ‘figlio di un Dio Minore’, tenuto conto delle dichiarazioni di Del Vecchio con cui ci si smarca dalle responsabilità amministrative della città negli ultimi 10 anni, pur avendo rivestito la carica di assessorati importanti con delega vicesindaco, devo rivedere, dopo il dribbling, la mia aspirazione ad un sondaggio pubblico sul candidato sindaco optando invece su un semplice questionario”.

Il questionario di cui parla Lonardo prevede dunque delle domande. “Ritenete che Del Vecchio non partecipasse alle Giunte? Ritenete che se Del Vecchio ci fosse, dormisse? Ritenete valide entrambe le opzioni, non c'era e se c'era dormiva? Ritenete valida, dopo le critiche, che la composizione delle sue liste a supporto siano prive di assessori e consiglieri di maggioranza correi in una gestione ‘di luci ed ombre’ o chiaro scuro che dir si voglia?”.

“Queste urla nel silenzio – conclude Lonardo – o questo silenzio degli innocenti di fatto hanno prestato il fianco a considerazioni più o meno gratuite dell'opposizione che da bravi giocatori di poker hanno colto il ‘piatto ricco,mi ci ficco’, e mastro Viespoli subito ha giocato l'all-in. Ho usato toni sarcastici, sia ben chiaro, solo per sdrammatizzare la vicenda che potrebbe e dovrebbe, dopo primarie all'insegna del ‘volemose bene’, sancire un accordo, da tutti indistintamente condiviso, magari dopo aver visionato il film di Ettore Scola «c'eravamo tanto amati»

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