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Ad introdurre sarà Giovanni Zarro capogruppo PD a Palazzo Mosti, mentre gli interventi saranno a cura di Gianni Bessi consigliere regionale dell’Emilia Romagna, Francesco Guadagno di Inisannio e Domenico Villacci dell’Unisannio. Le conclusioni dell’incontro su “Politica energetica, esplorazioni petrolifere e referendum” in programma lunedì alle 17.00 nell’aula consiliare di del comune di Benevento saranno invece affidate al sindaco, Fausto Pepe.

La discussione si è resa necessaria scrive poi il Partito Democratico dopo che, “la Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile il referendum sul quesito della durata delle autorizzazioni di esplorazioni e trivellazioni di giacimenti petroliferi o gassosi”. A proporlo sono stati nove Consigli regionali, tra cui anche la Campania. I quesiti referendari proposti erano in tutto sei. In un primo tempo l'Ufficio centrale presso la Corte di Cassazione li aveva accolti tutti. Ma il governo ha introdotto una serie di norme nella legge di Stabilità, ribadendo, tra l’altro, il divieto di trivellazioni a mare, entro le 12 miglia. La Cassazione ha dovuto, di conseguenza, nuovamente valutare i referendum e a quel punto ne ha ritenuto ammissibile solo uno, il sesto. In un primo tempo, inoltre, le Regioni promotrici erano dieci, poi l'Abruzzo ha scelto una diversa strategia e ha abbandonato la campagna referendaria. Mentre da Palazzo Chigi fanno sapere che «chiunque vinca il referendum, non ci sarà alcuna nuova trivellazione», la data fissata per il voto è quella del prossimo 17 aprile.

“Appare sempre più forte – continua il capogruppo del Partito Democratico a Palazzo Mosti, Giovanni Zarro - in particolare in Campania, l'interesse delle compagnie petrolifere alla trivellazione dell'Appennino meridionale. Si moltiplicano infatti, partendo dalla provincia di Potenza, passando per il Cilento, il Vallo di Diano, i Picentini, l'Alta Irpinia, il Sannio, fino al Molise e oltre, i permessi di ricerca concessi dal Ministero dello Sviluppo Economico e sottoposti alle richieste di valutazione ambientale regionali. I permessi di ricerca si riferiscono a zone spesso di enorme pregio naturalistico. Il permesso di ricerca ‘Monte Cavallo’ interessa la provincia di Potenza con 51 kmq e la provincia di Salerno con 161 kmq. Un territorio in parte ricadente nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, inserito nella rete delle Riserve del MAB (Man and biosphere) dell’Unesco. ‘Santa Croce’, della Sviluppo Risorse Naturali, copre un'area di 756,50 mkq in due regioni, tra cui Molise (Campobasso) e Campania (Benevento). ‘Case Capozzi’, della Delty energy compagnia inglese, interessa 424 kmq con 18 comuni nel beneventano (262 kmq), tra cui lo stesso capoluogo, e 4 in Irpinia (162 kmq). ‘Pietra Spaccata’, sempre della Delta Energy riguarda 18 comuni del Sannio per una superficie complessiva di 333 kmq. Infine vi è il ‘Progetto Nusco’, della Cogeid in joint venture con l'Italmin Exploration, relativo a 45 comuni in provincia di Avellino e un comune nel Sannio in un'area di 698 kmq. Il gruppo PD del comune di Benevento – ha poi conluso Zarro - aveva rivolto un caloroso invito ai comitati No Triv sanniti in modo da farli prendere parte alla tavola rotonda, per far sentire la loro voce. Invito che hanno declinato, purtroppo.

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