Sarà il capogruppo del Partito Democratico a Palazzo Mosti, Giovanni Zarro, ad introdurre i lavori mentre a relazionare saranno Michele Mercorella responsabile della commissione agraria del gruppo, Ettore Varricchio dell’Università del Sannio. Le conclusioni saranno affidate a Corrado Martinangelo della segreteria tecnica del ministro alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ed al primo cittadino di Benevento, Fausto Pepe.

L’incontro, promosso dal gruppo PD al comune di Benevento, verterà sulla costituzione del Gal Benevento e si terrà domani, giovedì 11 febbraio alle 17.00 presso la sede del Partito Democratico. “I territori locali, tra questi il Sannio – spiegano i Dem – soffrono anche per le difficoltà nascenti da un sistema pubblico territoriale ancora imperfetto. Dalla visione originale della nostra Costituzione fondata su tre livelli di Governo Locale: Regioni, Province, Comuni si sta passando ad una nuova visione dell’assetto delle autonomie fondata su due livelli di governo: Regioni e Comuni. Per le Aree metropolitane su tre: Regione Città Metropolitana, Comuni. Per gli altri territori, allo stato, l’assetto prevede ancora la presenza delle Province, fortemente, depotenziate, in vista della loro soppressione. Sarà così? Saranno soppresse? Vedremo. In sede Anci si sostiene, fortemente, che la Provincia resti in vita con le funzioni attuali. Cioè come sede delle attività di area vasta dei Comuni. Per completare il quadro, la nuova visione dell’assetto delle autonomie locali, prevede il superarmento dei piccoli comuni. Il Comune medio, secondo questo visione, dovrebbe governare non meno di 40.000 anime. Si! 40.000. La politica è evoluzione, si vedrà nell’avvenire prossimo o a medio termine quali saranno i definitivi assetti delle autonomie locali. Ora va governato il presente.

Nel processo di definizione della legge Delrio – continua il documento - e nel processo della riallocazione delle funzioni sottratte alla provincia, quella agricola è stata posta in capo alla Regione. Chi fa la programmazione agricola? La Regione. Un ente troppo distante dai territori. Cosa succede e cosa succederà per le zone interne e rade, quelle segnate da una presenza e da un ruolo importante dell’agricoltura, senza un autonomo potere programmatorio di riferimento? Senza un potere di programmazione posto, cioè, in capo alle popolazioni interessate ed espresso per il tramite di un ente locale i cui organi vengono eletti dagli interessati? La risposta è semplice. La desertificazione che segna i nostri territori, l’abbandono, il degrado incrementerebbero il potenziale micidiale della loro azione.

Cosa fare per contrastare questa tendenza o almeno mitigarla? Utilizzare le possibilità che l’attuale normativa offre: il riferimento è al PSR per le aree rurali allargandola, contestualmente, ai progetti di sviluppo promossi dai Fondi Comunitari in modo intelligente ed efficace. Qui i Comuni si devono muovere, non devono aspettare Godot. Quanto alle aree rurali, le più deboli, un’azione utile potrebbe essere quella di costituire un Gal. Benevento vanta 1750 aziende rurali. Naturalmente allargando lo sguardo al suo circondario. Cosa è un Gal? È un Gruppo di azione locale, generalmente una società consortile, composta da soggetti pubblici e privati allo scopo di favorire lo sviluppo locale di un'area rurale. I Gal elaborano il piano di azione locale (PAL), appunto.

Il Gal è, in sintesi – precisano – uno strumento di programmazione che riunisce tutti i potenziali attori dello sviluppo (quali sindacati, associazioni di imprenditori, imprese, comuni, ecc.) nella definizione di una politica ‘concertata’. Attraverso il progressivo consolidamento delle logiche programmatorie e decisionali partecipate favorisce percorsi ed atteggiamenti innovativi e, comunque, propulsori di effettivo cambiamento e sviluppo, nell'ambito della sfera pubblica locale, del mondo imprenditoriale e della collettività. La conseguenza? Emersione e valorizzazione di nuovi attori e nuove relazioni e l'affermazione di modelli locali di sviluppo orientati alla valorizzazione delle risorse e delle opportunità presenti nel territorio.

A tale scopo – concludono - il PSR stabilisce il quadro di riferimento e cioè, le strategie, le priorità e gli obiettivi specifici da perseguire attraverso definendo in maniera dettagliata anche gli strumenti, i soggetti, gli interventi e l'assetto operativo ed attuativo generale, nonché le principali modalità ed i percorsi esecutivi da attivare

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