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Mi corre l’obbligo di ribadire ancora che le primarie sono un esercizio di democrazia straordinario grazie al quale i beneventani, tutti, potranno scegliere il loro candidato sindaco evitando che quella scelta venga fatta da pochi. Nella sua risposta, Raffaele Del Vecchio non ha colto che il tema vero è la democrazia e la possibilità di partecipazione”.

È la risposta che Cosimo Lepore, assessore ai Lavori Pubblici della Giunta di Fausto Pepe, rivolge a Raffaele Del Vecchio, nel botta e risposta che si protrae ormai da qualche giorno, dal momento in cui è scaduto il termine ultimo per la presentazione delle candidature per le primarie di coalizione del Partito Democratico il 7 febbraio scorso.

Del Vecchio, attuale vicesindaco, aveva accusato Lepore di voler intercettare i voti dell’escluso Gino Abbate, che aveva chiesto una proroga in quanto non era riuscito ad ottenere il numero di firme richiesto. “Non esistono voti di Abbate o di Del Vecchio – precisa ancora Lepore – ma voti di persone, quelle che ogni giorno affrontano problemi e chiedono risposte, che sono libere e che liberamente sono chiamate a scegliere il loro sindaco. Non cerco dunque i ‘voti di Abbate’, come li definisce Del Vecchio, ma tutti i voti delle persone libere da condizionamenti di sorta. Se riuscirò a combattere questa visione dei ‘voti a pacchetto’, avremo tutti ottenuto un enorme risultato per i beneventani e Benevento

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