Le procedure di raffreddamento avviate il 19 gennaio scorso dal Direttore Regionale della Campania Giovanni Nanni hanno evidenziato la grande distanza che esiste con tutte le organizzazioni sindacali territoriali. Le stesse contestano alla locale Amministrazione, il cinico atteggiamento nei primissimi momenti dell'emergenza alluvione dello scorso ottobre, per il carente utilizzo delle risorse umane, logistiche e operative, imprescindibili presupposti per assicurare alla popolazione un soccorso più rapido ed efficace”.

È quanto scrivono Usb Vigili del Fuoco, Ugl Vigili del Fuoco, Cgil Vigili del Fuoco, Cisl-Fns, Uilpa VV.F, Conapo che annunciano il proseguimento dello stato di agitazione del personale dei Vigili del Fuoco.

La protesta, nasce “in contrapposizione della linea del Dirigente che difende la scelta attraverso una biasimevole logica di anteposizione del risparmio economico al soccorso. Pertanto, valutati gli esiti, - concludono i sindacati - ricorreranno allo sciopero e a tutte le forme di protesta consentite, pur di assicurare un soccorso sempre rispondente alle reali esigenze, con la consueta professionalità e abnegazione.