Il sindaco di S. Agata de’ Goti, Carmine Valentino, è intervenuto con una dichiarazione sul mancato pagamento degli stipendi che per il mese di luglio sta coinvolgendo i dipendenti di Palazzo San Francesco. “Contano i fatti e non le parole o le chiacchiere prive di fondamento, gratuitamente strumentali e che spesso distorcono la realtà. I fatti dicono che l'amministrazione da me guidata, nonostante problemi non solo economico - finanziario, ha negli anni portato avanti azioni forti ed incisive, in modo lineare e coerente con gli obiettivi di governo prefissati, garantendo risposte concrete ai reali bisogni della città, con metodi ed approcci nuovi ed efficaci. Di tutto ciò ci ha dato atto l’intera cittadinanza – ha sottolineato il primo cittadino - con una rinnovata fiducia di pochi mesi fa a seguito dell'importante (non solo numericamente) consenso accordatoci ed alla riconferma alla guida amministrativa di S. Agata. In merito alla problematica legata al pagamento degli stipendi del mese di luglio – è entrato nel merito Valentino - tale situazione è stata già affrontata anche in passato e risolta nel silenzio generale. Al fine di un corretto e trasparente comportamento dell’attività amministrativa ho ritenuto opportuno darne contezza piena (anche dal punto di vista documentale) alle rappresentanze sindacali dei lavoratori dipendenti che hanno concordato ed appoggiato la linea di governo. Certo, come già accaduto in passato, l'amministrazione si è adoperata al fine di evitare disagi e garantire il pagamento degli stipendi senza mai però sottostare ad alcuna speculazione o ricatto; pertanto al fine di salvaguardare in ogni modo e in ogni sede l'amministrazione che mi onoro guidare, saranno portate avanti azioni nei luoghi deputati a chiarire aspetti e situazioni assurde, determinate anche per atteggiamenti legati più a "consolidati orientamenti " che al rispetto delle norme”. Ci ha tenuto a sottolineato Valentino che ognuno assumerà e risponderà fino in fondo delle proprie azioni, nessuno escluso e lo stesso vale anche per il problema dell'assegnazione di personale all'Ufficio di Giudice di Pace. “In questo caso è sconcertante come alcuni rappresentanti di sindacati non siano vicini all'amministrazione che si è vista accusata di mobbing, mentre l'unica colpa è stata quella di voler dare un ruolo, una dignità ed un valore al personale assegnato all'ufficio del Giudice di Pace. Cosa questa che in un paese civile dovrebbe essere considerata come una riqualificazione del personale, una valorizzazione, un’attestazione di dignità. Invece viene vista in modo difforme perché si preferisce restare nella propria condizione per continuare a lamentarsi di non essere valorizzati. I tempi del "cosi fan tutti" sono passati, non ci appartengono e ognuno può rivendicare i propri diritti ma assolvere fino in fondo ai propri doveri. Su questo siamo stati e continueremo ad essere intransigenti. Poi leggo di dichiarazioni volte a salvaguardare interessi particolari di singoli o a "cavalcare l'onda". Per costoro – ha concluso Valentino - non ritengo dover fornire alcuna risposta, i fatti sono chiari ed evidenti a tutti. Andremo avanti, come sempre, con coerenza, trasparenza e responsabilità”.