professionalità e competenze”. Sonora bocciatura, dunque, da parte del sindaco di Benevento, Fausto Pepe, all’indomani dell’approvazione della legge sul turismo in Regione Campania. Il primo cittadino sannita si associa dunque al coro di dissenso degli amministratori e della stragrande maggioranza dei politici delle aree interne che vedono la nuova legge sul turismo come un provvedimento “Napolicentrico”. Secondo Pepe “con questa scelta, la Regione si avvia a mortificare ancora una volta i singoli territori che non avranno più un punto di riferimento importante per la programmazione di azioni e di iniziative sulla cultura e sul turismo. Si apre una nuova fase di napolicentrismo che vedrà il protagonismo delle zone costiere e delle grandi città, lasciando nell’abbandono più totale le aree interne e i comuni più piccoli che non avranno alcuna rappresentanza nonostante le eccellenze territoriali che custodiscono a fronte di ristrettezze economiche e difficoltà logistiche. Nelle prossime ore mi rivolgerò direttamente al presidente Caldoro e a tutti i consiglieri regionali per esporre la nostra forte opposizione all’approvazione della legge che, peraltro, contraddice il nuovo ruolo affidato ai Comuni chiamati, anche dalla stessa Regione Campania, a gestire servizi integrati e strategie di sviluppo dei territori su diverse materie. L’assenza totale di un coinvolgimento del Comune capoluogo, così come della Provincia, peserà gravemente sull’immagine di Benevento e di tutto il Sannio. E’ inconcepibile che si parli di promozione turistica quando poi mancano le condizioni basilari per valorizzare gli importanti risultati che abbiamo conseguito, ad iniziare dal recente inserimento nel patrimonio mondiale dell’Unesco del complesso monumentale di Santa Sofia. Non vorremmo che gli sforzi compiuti in questi anni con enormi sacrifici vengano vanificati da una legge neocentralista che proclama il rilancio del turismo e la valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici ma in effetti nasconde l’incapacità di dare vita ad una seria programmazione in grado di avere ricadute economiche reali sui territori”. Poi la chiosa: “E’ ora di finirla con vuote dichiarazioni, apriamo un confronto serio con le amministrazioni locali e con gli operatori turistici che operano sul territorio, conoscono irealiproblemi del settore e rischiano quotidianamente la loro professionalità anche a causa dell’inefficienza ed insufficienza della Regione Campania”.

SCOMPARE L’EPT, SPAZIO AI POLI TURISTICI LOCALI

Il consiglio regionale campano ha approvato la legge regionale sul turismo ( 33 voti favorevoli, 2 contrari e 7 astenuti). A favore hanno votato i gruppi della maggioranza, astenuti i gruppi di Pd e Cd, contro il gruppo Pse. Hanno partecipato ai lavori il Presidente della Giunta regionale Stefano Caldoro, l’assessore al turismoPasquale Sommese, gli assessori Ermanno Russo, Daniela Nugnes e Bianca D’Angelo.
Gli Enti provinciali per il turismo e le Aziende autonome di cura e soggiorno, già in fase di scioglimento, vengono definitivamente cancellati entro 180 giorni dalla approvazione del progetto di legge, e il personale viene trasferito in Regione. La legge delinea il sistema del turismo in Campania con l’obiettivo di porre le basi per lo sviluppo turistico regionale. Vengono puntualizzate le competenze in materia turistica di Regione, Comuni, Province e Città Metropolitane, accentuando il ruolo di programmazione e di indirizzo della Regione, attraverso l’adozione del Piano triennale per il turismo, il Programma annuale della Regione per il turismo e con l’istituzione del Tavolo Istituzionale per le Politiche turistiche, e puntando, per la parte più operativa, sui Poli Turistici Locali, che costituiscono forme associative di soggetti pubblici e privati per il turismo, che operano negli Ambiti territoriali turistici omogenei, le aree delimitate nelle quali, per storia turistica o per chiara potenzialità, sono organizzate e ottimizzate le offerte dei servizi pubblici e privati per il turismo nelle quali sono integrati il patrimonio umano, ambientale, produttivo e culturale del territorio. I Poli turistici locali, che hanno diverse funzioni tra cui la redazione del programma annuale dei servizi e delle attività di promozione turistica e l’attuazione degli interventi per il miglioramento della qualità dei servizi turistici, vengono costituiti dalla Regione (che ha anche il potere di revocarli) su proposta degli Enti locali e dei soggetti privati, in forma associata, maggiormente rappresentativi sul territorio nel settore turistico. Tra gli strumenti, il Programma annuale dei servizi e delle attività ad opera di ciascun Polo turistico locale che deve essere in coerenza con il Programma triennale di competenza della Regione e con il Programma annuale della Regione per il turismo. Nasce l’Agenzia regionale per la promozione del turismo e dei beni culturali, con l’obiettivo di attuare la programmazione regionale in materia di turismo e promuovere il turismo e i beni culturali nel nostro territorio e di fare da raccordo tra le azioni dei Poli turistici locali. Viene valorizzato il ruolo delle Associazioni Pro loco riconoscendone il valore sociale, costituendone l’Albo regionale e riconoscendo il ruolo di coordinamento dell’Unione nazionale Pro Loco d’Italia. Sono previsti i Servizi di Informazione ed Accoglienza turistica (Siat) al fine di migliorare la comunicazione e la promozione turistica, la Carta dei Servizi turistici, che definisce l’offerta e il livello essenziale dei servizi turistici, la Carta dei diritti del turista.