E’, infatti, di qualche giorno fa una nota inviata al Direttore Generale, Michele Rossi, da parte del Dirigente ad interim della Direzione per la Tutela della Salute ed il Coordinamento del Sistema Sanitario Regionale, Antonio Postiglione. Nella comunicazione, infatti, si pone in evidenza che dal 2006 ad oggi sono stati bloccati i passaggi di fasce e la somma all’uopo destinata è stata dirottata ad altre funzioni. Basta soffermarsi su quanto scrive Postiglione per comprendere a quale livello si sia giunti mentre tutto rimane immobile e nulla cambia malgrado le reiterate notizie che per lunghi mesi hanno interessato la stampa scritta e parlata.
“Già nella nota precedente n. 873406 del 19.12.2013 – scrive Postiglione – si poneva in risalto l’intempestività della determinazione per l’attribuzione delle fasce nei rispettivi anni di competenza. Questa non può corrispondere ad una rielaborazione corrente di quanto non già corrisposto, stante il divieto stabilito dal D.L. 78/2010 convertito in legge 122/2010 e ribadito dal D.P.R. 122/2013″.
Ed ancora: “Oltretutto rispetto a quanto ipotizzato nella vostra ultima nota, tenendo conto delle indicazioni della nostra precedente comunicazione n. 166511 del 06.03.2013 circa il recupero delle maggiori somme erogate rispetto ai fondi contrattuali deliberati, si rileva ulteriormente una assoluta controtendenza a quanto richiesto”.
In sostanza, la Regione Campania, appellandosi al dettato legislativo, aveva già espresso una ben precisa indicazione mentre qui la nostra Asl, ripetendo un copione stantio, è andata in “controtendenza a quanto richiesto”.
Postiglione, dopo aver soffermato la sua attenzione su altri aspetti della situazione, giunge ad una conclusione oltremodo severa. Così si esprime: “Infine il Decreto 6 del 30.01.2012 precisa che eventuali debiti verso il personale dipendente contabilizzati e non pagati…. devono essere dichiarati insussistenti e contabilizzati tra i proventi straordinari dell’anno 2011; oltretutto le violazioni di tali disposizioni configurano precise responsabilità contabili del Direttore Generale e del Dirigente di struttura e potranno determinare, previo procedimento in contraddittorio, la decadenza del Direttore Generale”.
A tale precisazione – conclude De Lorenzo - c’è in verità poco da aggiungere. Tuttavia, qui nulla si muove ed ognuno rimane al suo posto come se nulla fosse. Le decadenze rimangono solo nel dettato legislativo e raramente si trasformano in realtà. Certo è che le attribuzioni delle fasce non ci sono dal lontano 2006 ad oggi ed il fondo per il trattamento accessorio non si sa a chi sia stato destinato. Al peggio non c’è mai fine”.