Un gruppo di studenti appartenenti alle classi IV D dell’indirizzo Commerciale e IV C del Turistico, sta svolgendo un percorso di volontariato sul campo, per porgere “Le nostre mani per gli anziani”.
E’ questo infatti il nome che i ragazzi si sono scelti per dare vita ad alcune attività rivolte all’incontro e all’integrazione con persone della terza età.
Dopo il successo della visita guidata che hanno organizzato presso l’antica chiesa di S.Francesco del ‘300 insieme ai volontari anziani dell’associazione, oggi i ragazzi si sono recati a Limatola, presso la struttura residenziale Calicantus,per anziani.
Il gruppo è stato accompagnato dal Prof. Claudio Lubrano, dalla referente del CeSVoB Brunella Severino, dal Presidente Lettieri e dal vicepresidente Vozza dell’Anteas Saticula, e si è recato a Limatola grazie alla disponibilità del Sindaco Carmine Valentino di S.Agata che ha messo a disposizione un pulman per il trasporto.
Nella moderna e calorosa struttura, gli ospiti sono stati accolti dal Responsabile Dott. Massimiliano Marotta e dallo staff, che li hanno guidati nella visita del residence, riscontrando un ambiente curato, caloroso, contesto familiare.
Gli ospiti anziani della struttura, sono stati molto felici di incontrare questi giovanissimi allegri, chiassosi, che subito si sono interessati a loro, e che hanno portato in dono rustici, dolci e dei sacchettini regalo , tutto preparato da loro stessi.
Con spirito di allegria è stato subito montato un impainto musicale e dopo i saluti subito si è creata aria di festa, con esibizioni di karaoke, il buffet ricco, e infine la bellissima e gustosa torta fatta preparare dall’associazione Anteas Saticula.
Un pomeriggio diverso per questi ragazzi, sottratto alle uscite di routine e al video del computer, mentre per gli ospiti anziani, è stato un dono davvero prezioso, una folata di primavera, nonostante la pioggia, perché seppure amorevolmente curati, gli anziani vivono una realtà un po’ chiusa al mondo, a causa delle precarie condizioni fisiche, e ascoltare la musica, le chiacchiere dei ragazzi, ha dato loro “una botta di vita”.
Come ha sottolineato il Prof. Lubrano, la consapevolezza del valore di questo dono, arriverà dopo, quando i ragazzi, raccontando il pomeriggio trascorso ai propri familiari leggeranno il compiacimento e l’orgoglio nei loro sguardi e avranno l’approvazione per una cosa giusta compiuta.