Si legge nel comunicato della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli : “Nella prime ore della mattina odierna, nell’ambito di una articolata indagine coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica di Napoli - Direzione Distrettuale Antimafia, i Carabinieri del Ros e dei Comandi Provinciali di Napoli, Caserta e Benevento hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dall’Ufficio del Gip presso il Tribunale di Napoli, nei confronti di 17 indagati, tra cui Maurizio D’Avino di Somma Vesuviana ma residente da qualche anno a Benevento, per associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, detenzione e porto illegale di armi da sparo, reati tutti aggravati dalle finalità mafiose e associazione per delinquere finalizzata alla produzione e commercializzazione di false polizze assicurative RCA riportanti il logo di primarie compagnie del settore aggravata dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare il sodalizio dei Casalesi.
I provvedimenti scaturiscono da un’attività investigativa su una qualificata articolazione della suddetta organizzazione, riconducibile all’ex boss latitante Michele Zagaria, operativa prevalentemente in provincia di Caserta e con ramificazioni in diverse zone del territorio nazionale.
Le indagini hanno consentito di fare emergere come il sodalizio, sin dagli inizi di settembre 2011, avesse destinato risorse economiche, uomini e mezzi per produrre, e poi commercializzare, polizze false nei territori di Casapesenna, San Cipriano e località limitrofe.
In poco più di sei mesi di intercettazioni ambientali e telefoniche, supportate da servizi di osservazione e di pedinamento, il Ros ha ricostruito la genesi dell’attività e ne delineava l’estensione in una vasta area della provincia di Caserta, rilevando significative analogie con gli esiti di una precedente indagine, svolta su una articolazione del medesimo sodalizio dedito alla gestione di piattaforme informatiche destinate all’esercizio dell’attività di scommesse clandestine sulle partite di calcio e sui principali eventi sporti nazionali e mondiali.
Dalle indagini, è inoltre emersa l’imposizione di una tangente di 6.000 euro mensili al gestore di un Internet Point sui proventi derivanti dalla omologa attività di commercializzazione di polizze assicurative Rca false, richiesta sotto la regia di una persona ritenuta, secondo la ricostruzione accusatoria, affiliata al sodalizio “Mallardo” di Giugliano in Campania.
Le intercettazioni ambientali e telefoniche hanno svelato come, in poco tempo, l’attività criminale si fosse progressivamente estesa attraverso il ricorso a sistemi informatici ed a specifici programmi all’uopo creati, nonché attraverso una suddivisione di compiti tra tutti i soggetti coinvolti, tra cui concessionari di auto e agenti assicurativi. I numerosi riferimenti ai detenuti e alle loro famiglie hanno consentito di accertare come una quota dei proventi dell’attività che andava ad alimentare le casse del gruppo camorristico fosse destinata a sostenere economicamente le famiglie degli affiliati detenuti.
Le indagini si sono giovate del contributo di un collaboratore di giustizia coinvolto, fino al momento del suo arresto, in tutte le attività criminali del gruppo casalese costituito dalle famiglie Iovine, Zagaria e Venosa.
Le sue dichiarazioni, infatti, si sono sono sovrappote perfettamente agli esiti delle indagini del Ros, consentendo di delineare il ruolo degli indagati nell’associazione per delinquere e la destinazione dei proventi che andavano ad alimentare le casse del sodalizio camorristico.
L’attività investigativa ha consentito, altresì, di individuare i siti internet utilizzati per la realizzazione delle polizze riportanti il logo di primarie compagnie del settore ( Unipol, Sara Assicurazioni, Generali Assicurazioni ) e di ricostruire la ramificata rete di associati che, sfruttando la copertura delle attività ufficiali esercitate, carrozzerie, concessionarie di auto, agenzie di assicurazioni, le commercializzavano, acquisendo, attraverso il diretto e continuativo rapporto con gli esperti informatici, le informazioni necessarie per la produzione delle polizze false da destinare al mercato.
Le indagini, infine, hanno portato a verificare la particolare diffusione del fenomeno per il rilevante numero di polizze false smerciate e per la consequenziale la circolazione di un gran numero di veicoli sprovvisti della necessaria copertura assicurativa”.