“Signor Presidente, io ho ascoltato l’intervento del Ministro De Girolamo e, per la verità, per quanto mi riguarda mi è parso del tutto generico ed elusivo. Qualche piccolissima precisazione con riferimento al tema, naturalmente.
La prima questione: le intercettazioni, di cui si è parlato diffusamente, non sono abusive per la potente ragione che non sono intercettazioni. Si tratta di trascrizione di conversazioni tra presenti, pacificamente ammissibili dal codice di rito – articoli 234 e seguenti – non come atti ma come documenti. Centinaia di processi si sono svolti e sono stati definiti con questo metodo. Potrà essere anche censurabile de jure condendo, ma de jure condito è questo.
La seconda questione: vi è un tentativo di avvelenamento dei pozzi che mi   riguarda, anche se stamane in Aula il Ministro si è guardato bene dall’evocare le mie generalità complete. Ma, quando ha fatto riferimento alla trasmissione del TG5 di due giorni fa, quella trasmissione conteneva un riferimento alla mia persona. Naturalmente, si tratta di un de relato de relato, posto che si tratta di un audiofile pervenuto al TG5 in forma anonima, Non si sa come dichiarato dal direttore di quella testata giornalistica, Mimun. bene chi l’abbia registrato, posto che è una conversazione tra due persone presenti. Una è certamente il Pisapia, l’altra è certamente l’attuale Ministro. Non sappiamo bene chi abbia registrato chi. Per la verità, da profano della materia e ascoltando quella registrazione, mi è parso molto più netto e nitido il tenore delle parole pronunziate dal Ministro. In genere, sono più nette e nitide le parole pronunciate da chi registra. È quanto ho appreso anche ieri sera dalla trasmissione di Santoro, che si era preoccupato di acquisire quella registrazione che a lui è stata negata perché si è detto che era nella disponibilità dei difensori dell’onorevole De Girolamo.
Terza questione: la registrazione del 30 novembre 2012 interviene quando il   sottoscritto non è parlamentare, quando il Ministro De Girolamo non è Ministro e quando vi è la XVI legislatura repubblicana. Quindi, siamo fuori contesto. Siamo, però, in quel contesto di registrazioni, perché le registrazioni cui ha fatto riferimento in Aula il Ministro sono di luglio, del 23 e 30 luglio del 2012.
Ora, ci si chiede: ma questo Pisapia è un mascalzone ? Io non lo so, signor   Presidente. So che è stato nominato dalla De Girolamo, al pari del direttore generale della ASL. Questo è certo. Poi, che sia un mascalzone lo diranno evidentemente i giudici; non i pubblici ministeri, ma il giudice, non io, ha scritto: «Trattasi di un comitato elettorale-partitico-politico insediato al di fuori della ASL». Non si riferisce certamente né al PD né alla mia persona. Concludo, Presidente, perché ho abusato già della sua cortesia. Anche quel   ripetuto ed ipocrita richiamo alla fiducia assoluta nella magistratura è una fiducia intermittente, perché a marzo 2013 era a Milano, davanti alla procura della Repubblica di Milano, a portare solidarietà a Berlusconi per il «processo Ruby», insieme ad altri del suo allora partito. Questo è il profilo. Naturalmente interverrò, se me ne sarà data la opportunità, in occasione del dibattito sulla mozione di sfiducia, presentata ma non ancora calendarizzata.”.