Provincia
Benevento
Sindaco
Pasquale Narciso (lista civica) dal 29/05/07
Altitudine
430 m. s.l.m.
Superficie
17,50 km2
Abitanti
1.090 (dato Istat 31/12/10)
Densità per Km2
62,29 ab./km2
Frazioni
Iadanza, Botticella
Comuni confinanti
Casalduni, Circello, Fragneto l’Abate, Fragneto Monforte, Morcone, Pontelandolfo
Cod. postale
82020
Prefisso
0824
Codice ISTAT
062013
Cod. catastale
B541
Sito web
Nome abitanti
Campolattaresi
Patrono
San Sebastiano
Giorno festivo
20 gennaio
Monumenti e luoghi di interesse
Castello, Oasi del WWF, Diga
Chiese ed altri edifici religiosi
Cappella di Maria Santissima del Canale, Chiesa di San Sebastiano, Chiesa del Santissimo Salvatore (Chiesa Madre)
Etimologia
La provenienza del nome è incerta, secondo la tradizione il nome si riferisce alla produzione del latte che avviene in zona. Potrebbe anche derivare dal latino Campus Lotharii o Campus Gattaria o Campus Lattaria.
Geografia fisica
Sorge alle pendici della Toppa Guardiola, alla destra del fiume Tammaro, nel Sannio.
Storia
Le prime testimonianze scritte sull'esistenza di questo centro abitato risalgono al XII secolo, anche se reperti archeologici di epoca sannita prima e romana poi, confermano, senza ombra di dubbio, la presenza dell'uomo in forme associative già dal V-IV secolo a.C. L'insediamento dei Liguri Apuani deportati nel 180 a.C. nelle zone dell'Alto Tammaro dai consoli Bebio e Cornelio sicuramente interessò anche Campolattaro, come testimoniano i segni apotropaici del sole e della luna scolpiti sui portali delle antiche abitazioni, elementi questi che richiamano motivi analoghi rinvenuti nelle aree della Versilia e della Val di Magra a testimonianza di un indiscutibile ceppo comune. Nell'867 Campolattaro fu devastato dai Saraceni come tutto il territorio beneventano. Nel 1138, durante la dominazione normanna, fu distrutto, invece, da Re Ruggiero che - a quanto si narra - punì gli abitanti per aver accolto con giubilo la notizia della sua morte, poi rivelatasi infondata. A partire dal '500 si ebbero furiose lotte tra i suoi abitanti e quelli del vicino centro di Fragneto l'Abate per il possesso del feudo di Botticella. Nel 1656 una terribile pestilenza causò la morte di circa 500 persone bloccando lo sviluppo sociale del paese, che subì ulteriori lutti e miserie a distanza di poco più di un secolo, nel 1764, a causa della carestia che sconvolse l'intero Mezzogiorno d'Italia. Lenta ma graduale la ripresa negli anni successivi fino al colera del 1837 che seminò nuovamente morte e disperazione. A ricordo di tale evento rimane una croce posta da mani pietose nel campo detto "del Focale" dove fu allestito un cimitero per accogliere le circa 100 vittime dell'epidemia. La consistenza millenaria di questo paese traspare dal castello ancora oggi abitato, dall'antica torre e dal centro storico gravemente danneggiato dal terremoto del 1962. A questo fortilizio è legata la storia di antichi e terribili feudatari come i De Adenulfo, i Monforte, i Di Capua, i Blanch, padroni e signori di questo antico borgo agricolo fino alla fine della feudalità. A ricordo dell'antica civiltà medievale restano due porte di accesso al paese, i fondachi, le viuzze superstiti, le pietre e i portali. Celati in vicoli appartati oppure visibili nelle architetture della piazza principale queste testimonianze ricordano ai visitatori la loro antica origine, frutto di un abile lavoro artigianale tramandato di generazione in generazione fino ai giorni nostri. Dopo le molte peripezie il paese, che fino ad allora era appartenuto al Circondario di Pontelandolfo della provincia del Molise,venne annesso al Regno d'Italia e nel 1861 passò alla neonata provincia di Benevento, secondo un percorso amministrativo condiviso con quasi tutti gli altri comuni dell'odierna Comunità Montana. Il paese, pur nella sua travagliata storia, riprese a svilupparsi nella seconda metà dell'800. La prima metà del '900 fu, però, di nuovo periodo di sofferenza: centinaia furono i campolattaresi costretti a partire nella speranza di un avvenire migliore e grande fu il tributo di sangue offerto in occasione dei due conflitti mondiali.
Eventi
Festa Patronale di San Sebastiano (20 gennaio)
Festa di San Pasquale (17 maggio)
Festa di Sant’Antonio da Padova (13 giugno)
Festa di San Vito (15 giugno)
Rappresentazione del dramma sacro “Martirio di Placido e Benedetto” (agosto): rappresentazione teatrale con attori locali tratta da un manoscritto anonimo del XVIII secolo, in occasione della Festa dei SS. Placido e Benedetto.
Sagra dei “cicategli e sausicchia” (agosto): cavatelli, salsiccia, musica ed intrattenimento
Festa della Madonna del Canale (15 settembre):  la statua in legno della Madonna fu donata dal cardinale Orsini, arcivescovo di Benevento (il futuro Papa Benedetto XIII). In serata, spettacoli musicali e fuochi pirotecnici.