Apertis Verbis è un progetto realizzato, in esclusiva, per la Numen che, da tempo, investe su giovani artiste del Sud. Le donne dipinte da Barbara Bonfilio sono forti, consapevoli e volitive. La pittrice, attraverso i suoi quadri, racconta una femminilità che si offre in modo diretto allo sguardo indagatore di chi osserva e che grida consapevolezza e coscienza sociale. Attraverso “Apertis verbis” ovvero, quelle “parole esplicite”, scritte a grandi caratteri sulle tele (che sono ora un monito, ora un’esortazione) e che rivelano la forte attenzione dell’artista verso i grandi temi sociali, la Bonfilio riesce a far emergere la sua volontà di scuotere gli animi e di far riflettere chi spesso è distratto o “orwellianamente” escluso dalla verità. Frasi che, senza rumore, vengono fuori dalle tele, ma che colpiscono lo sguardo con il loro ripetersi, restando così impresse negli occhi e nella mente di chi le guarda. Sequenze di lettere e frasi che mostrano l’urgenza dell’artista di comunicare il suo percorso emotivo, le sue scelte e le sue convinzioni, i suoi valori. Una strada introspettiva e personale che la Bonfilio rende palese, attraverso le parole, i colori e le forme dei suoi dipinti. Le sue donne sono fiere del proprio posto nel mondo e del proprio percorso personale di crescita. Sono le eroine dei grandi romanzi classici: eleganti, determinate e tenaci che conservano e rivelano elementi “naturali”: lo sguardo felino di un gatto, la leggerezza di una farfalla, la bellezza delicata di un fiore. In loro, la natura animalesca e terrena è inequivocabile, sottolineata ancor di più dagli elementi ritratti con loro. Sono anche donne comuni, che affrontano il quotidiano con caparbietà. Sono le sue nipoti Camilla e Carlotta con cui lavora da due anni e questa loro familiarità crea un trasporto emotivo che regala alle opere un significato simbolico ancor più forte. E, simbolicamente, le opere sono uno specchio attraverso il quale la stessa autrice guarda se stessa e si rivela a chi la osserva, scopre e racconta il suo mondo, la sua arte, i suoi valori, ciò che la emoziona. Le stesse tele diventano superficie riflettente anche per chi le osserva, per chi scruta quei tratti dipinti, in un continuo gioco di rimandi emotivi. La mostra, nata da un’idea di Giuliana Ippolito, art director della Galleria Numen, si aprirà con una performance di Massimiliano D’Abrusco per Manlio, boutique presente a Benevento dal 1967, che abbinerà essenze ai visi e agli occhi impressi nelle tele. Un progetto di ricerca in cui materia e olfatto si fonderanno, una scelta sensoriale ed emotiva. Nella mattinata di sabato, Massimiliano D’Abrusco aprirà il suo spazio, al Viale Mellusi 124 di Benevento, ove verranno presentati altri lavori di Barbara Bonfilio. L’obiettivo del progetto, così come negli intenti della Ippolito, è quello di fondere realtà e spazi della città di Benevento, facendo entrare in contatto e collaborare tra loro, settori di ricerca diversi.